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Non è il ristorante a rendere speciale la domenica.
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Ciao, ragazzi, oggi vi faccio una confidenza: ci sono domeniche in cui a tavola, con mia moglie (Speranza) e i nostri due ragazzi (Gaetano e Federica), succede qualcosa di magico e, credetemi, non lo dico per fare scena ma perché lo avverto per davvero. Non c’è niente di organizzato poi: si parte da una notizia sentita al telegiornale o da una frase buttata lì da uno di loro e senza accorgercene ci ritroviamo a discutere per ore di argomenti interessanti, ognuno con il proprio punto di vista, ognuno ascoltato davvero dagli altri, con quel misto di rispetto e di sana provocazione che rende le conversazioni vive. E scusatemi se lo dico, non è per vantarmi, ma sono davvero orgoglioso dei miei figli. Almeno finora, si intende eh! 🤣 So benissimo che l’adolescenza è un’età imprevedibile e che prima o poi arriverà anche la domenica dei silenzi e dei musi lunghi (come ci sono già state😅), ma intanto questi momenti me li godo fino in fondo, perché so quanto valgono. Spesso, proprio la domenica (e di questo ringrazio infinitamente mio padre!), chiedo a loro qualche consiglio sugli argomenti da trattare in questo spazio dedicato agli articoli. Ed è un piacere confrontarci poi, come famiglia, anche su temi intergenerazionali, perché loro vedono cose che io non vedo più e io ricordo cose che loro non hanno mai conosciuto; ed è proprio in mezzo a questa distanza che nascono gli spunti migliori. Molti dei pensieri che leggete qui sono passati prima da quel tavolo in casa mia.
Ecco la domanda: cosa rende speciale un giorno?Non è sicuramente la spesa al ristorante e non è il giro al centro commerciale. Viviamo in un tempo in cui siamo abituati a pensare che per rendere speciale un giorno serva spendere per forza qualcosa, prenotare, organizzare, fotografare. Ma una domenica non diventa speciale perché ha un prezzo. Diventa speciale per il privilegio di trascorrere quelle ore con le persone che amiamo. E soprattutto per qualcosa che si coglie solo restando (ESSERE PRESENTI): constatare, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese e anno dopo anno, come stanno crescendo i tuoi figli. Le battute che prima non facevano, le opinioni che si formano, le domande che diventano più profonde. Chi non c’è, tutto questo se lo perde e nessun risparmio (o guadagno!) al mondo lo può recuperare. Quello che vedo a quel tavolo è anche il risultato del lavoro di una coppia, fatto di sacrifici, di incomprensioni, di tempo, di soldi e di amore incondizionato. Quando quel lavoro dà frutto, non te lo comunica nessuno con un estratto conto ma te ne accorgi proprio da come tuo figlio argomenta una tesi o da come tua figlia ti ascolta prima di rispondere. Questo rendimento, poi, non compare in nessun bilancio.Nel mio mestiere parlo continuamente di rendimenti, di investimenti, di scelte di lungo periodo. Eppure, guardando quel tavolo, ho pochi dubbi su quale sia l’investimento che rende di più. Il denaro ha senso quando compra tempo, spazio, serenità, possibilità di esserci. Perde senso quando viene usato per sostituirli, per riempire un silenzio con un’uscita costosa o per compensare con un regalo un’assenza. E c’è anche una responsabilità educativa, che non possiamo far finta di non vedere. I figli non imparano il valore delle cose dalle nostre prediche, lo imparano dalle nostre domeniche e dai nostri giorni che fanno parte della quotidianità. Se vedono che la felicità sta nello stare insieme, la cercheranno lì. Se vedono che sta nello spendere, cercheranno quella.
7 consigli per trasformare la domenica in un patrimonio1. Proteggiamo la domenica come un appuntamento importanteSe non la difendiamo, il resto della settimana se la prende: una scadenza, una chiamata, un impegno che “tanto è un attimo”. Decidiamo che quel tempo è intoccabile e comunichiamolo in famiglia come si comunica una cosa seria. Lo deve essere anche per loro. 2. Mettiamo i telefoni fuori dal tavoloVale per i ragazzi, ma prima ancora per noi genitori. Non serve il divieto, serve l’esempio: se per primi lasciamo il telefono altrove, il messaggio arriva senza dire una parola.
3. Chiediamo il loro parere e facciamolo sul serioNon una domanda di cortesia per poi continuare con le nostre idee. Chiediamo cosa ne pensano di un tema, di una notizia, di una scelta di famiglia e ascoltiamo davvero la risposta. Un ragazzo a cui si chiede un parere cresce più sicuro di sé di mille complimenti. 4. Accettiamo che non siano d’accordo con noiUno dei momenti più belli è quando ci contraddicono (almeno per quanto mi riguarda!) con buoni argomenti. Non dobbiamo vivere il dissenso come mancanza di rispetto, anzi, è la prova che stanno imparando a pensare con la loro testa ed è esattamente quello che volevamo. O sbaglio?😉
5. Parliamo anche di soldi, con naturalezzaA tavola, senza drammi e senza toni da interrogatorio, spieghiamo come si ragiona su una spesa importante, perché si rinuncia a qualcosa e come si costruisce un obiettivo. I figli che crescono senza tabù sul denaro diventano adulti molto più lucidi. 6. Non misuriamo la domenica da quanto spendiamoChiediamoci a fine giornata non quanto è costata, ma cosa ci ha lasciato. Se la risposta è una conversazione che ricorderemo, una risata condivisa, un’idea nuova, abbiamo già fatto l’affare migliore.
7. Ricordiamoci che il tempo non tornaQuesti anni passano più in fretta di quanto sembri. Un giorno la tavola sarà più vuota e vorremmo aver ascoltato di più, riso di più, chiesto di più. Quel “di più” si costruisce adesso, una domenica alla volta. ConclusioneRicapitolando ecco i consigli da seguire:
Non so cosa mi aspetti con i miei figli nei prossimi anni e non pretendo che sarà sempre così, ma so che questi momenti non si recuperano e che ogni domenica passata a tavola ad ascoltare e a farsi ascoltare, è un piccolo mattone di qualcosa che durerà molto più di qualsiasi spesa. Il vero lavoro di una coppia non si vede nel conto in banca. Si vede in come crescono i figli, in come stanno insieme, in come affrontano le conversazioni difficili e in come sanno godersi quelle belle. E a vederlo, quel risultato, vale più di qualunque rendimento. I consigli dell’espertoUna delle mie maggiori fonti di ispirazione e apprendimento sono i libri. Per questo motivo, all’interno dell’articolo trovi parole evidenziate con diversi link a libri o prodotti che ti consiglio per approfondire ulteriormente l’argomento del giorno. Si tratta di testi autorevoli che trovo molto utili per migliorare le tue competenze e le tue conoscenze. In questa sezione ti elenco i libri consigliati:
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