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Non tutto si risolve. Alcune cose si accettano e basta.
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Ciao, ragazzi, spesso mi fermo a pensare a quante energie sprechiamo in cose che non dipendono da noi. E lo dico non come osservazione astratta, ma come qualcosa che vivo in prima persona e che vedo ripetersi continuamente nelle famiglie con cui lavoro, nelle persone che incontro, nei racconti che mi arrivano ogni settimana. Siamo cresciuti con l’idea che con abbastanza impegno si puรฒ sistemare tutto. Che la soluzione esiste sempre, basta trovarla. Che arrendersi รจ una forma di debolezza e che insistere รจ sempre la risposta giusta. ร un messaggio che ci siamo sentiti ripetere in mille modi diversi dalla famiglia, dalla scuola, dalla cultura in cui siamo immersi. E diciamo che in parte รจ vero. L’impegno conta, la costanza conta, non mollare conta. Ma c’รจ una parte di questa storia che nessuno racconta abbastanza chiaramente e che invece fa una differenza enorme nella qualitร della vita che costruiamo. Alcuni problemi non si risolvono non perchรฉ ci manchi la capacitร o la volontร ma perchรฉ non sono problemi da risolvere bensรฌ sono realtร da accettare, situazioni da attraversare, capitoli da chiudere.
Pensiamo a una situazione lavorativa che non possiamo cambiare, un ambiente tossico, un ruolo che non ci appartiene piรน, dinamiche che non dipendono da noi. Quante ore, quante conversazioni, quanta energia mentale viene consumata ogni giorno nel tentativo di trovare la mossa giusta per sistemare qualcosa che, in realtร , non รจ nelle nostre mani sistemare? O una relazione che ha esaurito il suo corso, non necessariamente in modo drammatico, a volte semplicemente perchรฉ le persone crescono in direzioni diverse. Quanta energia si spende a cercare di riportare in vita qualcosa che si รจ esaurito naturalmente, invece di riconoscere che quel capitolo รจ finito e che aprirne uno nuovo non รจ un fallimento? O le preoccupazioni finanziarie legate a variabili completamente fuori dal nostro controllo, i tassi di interesse, l’inflazione, le crisi geopolitiche, le oscillazioni del mercato. Cose reali, cose che impattano sulla vita delle famiglie, ma cose che nessuna quantitร di preoccupazione notturna riuscirร mai a modificare di un millimetro. Per non parlare dei problemi di salute, che a volte arrivano come fulmini a ciel sereno e che mettono di fronte a una realtร che non si puรฒ negoziare, che non si puรฒ aggirare con la forza di volontร , che richiede qualcosa di diverso dall’impegno, richiede accettazione, adattamento, la capacitร di ridisegnare quello che conta partendo da un punto che non avevamo previsto. Tutta l’energia spesa a combattere quello che non dipende da noi รจ energia sottratta a quello che invece si puรฒ costruire, cambiare, migliorare concretamente. E questo non รจ un dettaglio secondario, รจ forse lo spreco piรน grande che la maggior parte di noi compie ogni giorno, spesso senza nemmeno rendersene conto. I filosofi stoici avevano un nome per questa distinzione e la chiamavano la dicotomia del controllo: la differenza tra ciรฒ che dipende da noi e ciรฒ che non dipende da noi. Ed รจ una delle idee piรน antiche e piรน pratiche che la storia del pensiero umano ci abbia consegnato, non come esercizio intellettuale, ma come strumento concreto per vivere meglio. Quello che dipende da noi merita tutta la nostra attenzione, tutta la nostra energia, tutto il nostro impegno. Le nostre scelte, le nostre azioni, il modo in cui rispondiamo alle circostanze, i valori con cui decidiamo di vivere, su questo possiamo lavorare ogni giorno, con risultati reali e misurabili. Quello che non dipende da noi merita di essere lasciato andare. Non ignorato, non negato, non minimizzato ma lasciato andare, senza sensi di colpa, senza la sensazione di stare cedendo o fallendo. Perchรฉ lasciare andare quello che non รจ nelle nostre mani non รจ rassegnazione ma รจ la forma piรน intelligente di gestione dell’energia che abbiamo a disposizione. Nel mio lavoro con le famiglie questa distinzione emerge in modo molto concreto e molto frequente. Vedo persone che passano notti insonni preoccupandosi dell’andamento dei mercati finanziari, variabile completamente fuori dal loro controllo, che nello stesso tempo non dedicano un’ora al mese a rivedere il proprio budget, il quale รจ invece completamente nelle loro mani. Vedo famiglie che consumano energie enormi cercando di capire cosa farร l’inflazione, cosa deciderร la Banca Centrale Europea, come si comporterร l’economia nei prossimi anni e intanto rimandano di mese in mese la conversazione concreta su come stanno gestendo quello che entra e quello che esce. Non รจ una critica, sia chiaro, perchรฉ รจ un meccanismo umano comprensibilissimo, ma preoccuparsi di quello che non si controlla spesso dร l’illusione di fare qualcosa, di essere attivi, di non arrendersi passivamente agli eventi. Ed รจ un’illusione costosa. L’energia che va nelle preoccupazioni su quello che non dipende da noi รจ energia che non va nella costruzione di quello che dipende da noi. E nella gestione finanziaria di una famiglia, come nella gestione della propria vita, questa differenza si sente in modo molto concreto nel tempo. โ โ
7 consigli per imparare a distinguere e a lasciare andare1. Facciamoci la domanda giusta davanti a ogni preoccupazionePrima di investire energie in qualcosa che ci pesa, fermiamoci e chiediamoci onestamente: questa cosa dipende da me? Posso influenzarla concretamente con le mie azioni? Se la risposta รจ no, quella preoccupazione non merita l’energia che le stiamo dando. Non ignoriamola ma riconosciamola, nominiamola e poi reindirizziamo le energie verso quello su cui possiamo agire davvero. โ 2. Distinguiamo l’accettazione dalla rassegnazioneAccettare che qualcosa non dipende da noi non significa smettere di fare la nostra parte ma significa smettere di combattere la realtร come se la nostra resistenza potesse cambiarla. La rassegnazione รจ passivitร totale mentre l’accettazione รจ chiarezza su dove mettere le energie. E quella chiarezza libera risorse enormi per le cose su cui possiamo davvero fare la differenza.
3. Impariamo a riconoscere i capitoli che sono finitiNon tutti i problemi che sembrano irrisolvibili lo sono davvero. Alcuni hanno soluzioni che non abbiamo ancora trovato mentre altri sono capitoli che si sono chiusi naturalmente e che la nostra resistenza a riconoscerlo tiene artificialmente aperti, consumando energie che potrebbero andare altrove. Imparare a riconoscere la differenza tra un problema da risolvere e un capitolo da chiudere รจ una delle competenze piรน preziose che si possa sviluppare. โ 4. Concentriamo l’attenzione finanziaria su quello che controlliamoNel campo delle finanze personali, quello che controlliamo รจ molto piรน di quello che pensiamo (le nostre spese, le nostre abitudini di risparmio, le nostre scelte di consumo, la nostra preparazione per le emergenze, il modo in cui gestiamo il denaro che entra). Quello che non controlliamo, come i mercati, l’economia globale, le politiche fiscali, รจ reale e impatta sulla nostra vita, ma non merita di assorbire le energie che dovremmo mettere su quello che invece possiamo cambiare concretamente oggi.
5. Usiamo l’energia liberata per costruireOgni volta che smettiamo di combattere qualcosa che non dipende da noi, liberiamo risorse (mentali, emotive, fisiche). Quelle risorse non vanno lasciate libere nel vuoto, altrimenti tornano verso le preoccupazioni abituali. Vanno reindirizzate consapevolmente verso qualcosa di concreto che vogliamo costruire, migliorare, cambiare. ร quel reindirizzamento intenzionale che trasforma il lasciare andare in un atto produttivo e non in una rinuncia. โ 6. Non sentiamoci in colpa per quello che non possiamo controllareUno dei carichi piรน pesanti e piรน inutili che le persone portano รจ il senso di colpa per cose che non dipendono da loro. La salute che cambia, il lavoro che viene perso per ragioni esterne, la relazione che finisce per ragioni che non si possono governare. Quel senso di colpa non serve, non cambia il passato e consuma il presente. Riconoscere che alcune cose non sono nelle nostre mani non รจ una scusa ma รจ la veritร .
7. Insegniamo questa distinzione ai nostri figli il prima possibileUno dei regali piรน preziosi che possiamo fare ai nostri figli รจ insegnare loro, il prima possibile, a distinguere quello su cui possono agire da quello su cui non possono. Chi cresce con questa chiarezza non diventa passivo ma diventa selettivo, strategico nell’uso delle proprie energie, capace di non sprecarsi in battaglie che non puรฒ vincere e di concentrarsi su quelle in cui puรฒ davvero fare la differenza. โ ConclusioneRicapitolando ecco i consigli da seguire:
Non tutto si risolve. E va bene cosรฌ. Non perchรฉ siamo incapaci o perchรฉ ci manca la forza ma perchรฉ alcune cose non sono problemi da risolvere bensรฌ sono realtร da accettare, situazioni da attraversare, capitoli da chiudere con la dignitร di chi sa riconoscere quando รจ il momento di girare pagina. L’energia รจ la risorsa piรน preziosa che abbiamo, piรน dei soldi, piรน del tempo, piรน delle competenze. Perchรฉ senza energia niente di tutto il resto funziona davvero. E spenderla a combattere quello che non dipende da noi รจ lo spreco piรน silenzioso e piรน costoso che esista. Impariamo a fare questa distinzione ogni giorno. Quello che dipende da noi merita tutto: attenzione, impegno, costanza, creativitร . Quello che non dipende da noi merita di essere lasciato andare, senza sensi di colpa e senza la sensazione di stare cedendo. Perchรฉ lasciare andare quello che non รจ nelle nostre mani non ci rende piรน deboli ma semplicemente piรน liberi. I consigli dellโespertoUna delle mie maggiori fonti di ispirazione e apprendimento sono i libri. Per questo motivo, allโinterno dellโarticolo trovi parole evidenziate con diversi link a libri o prodotti che ti consiglio per approfondire ulteriormente lโargomento del giorno. Si tratta di testi autorevoli che trovo molto utili per migliorare le tue competenze e le tue conoscenze. In questa sezione ti elenco i libri consigliati:
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