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Per vedere davvero una cosa, togli tutto il resto.
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Ciao, ragazzi, oggi voglio parlarvi di una storia che ho letto in rete, una di quelle che senti e ti resta dentro perchรฉ dice qualcosa di vero in un modo cosรฌ semplice e diretto. Siamo nel Giappone del Cinquecento. Toyotomi Hideyoshi, il signore della guerra che aveva unificato lโintero Paese e uomo piรน potente del Giappone, decide di andare a visitare il giardino di fiori piรน celebre della nazione. Il giardino apparteneva a Sen no Rikyu, il piรน grande maestro del tรจ che il Giappone abbia mai conosciuto. Rikyu coltivava le ipomee, i fiori del mattino, delicati, che si aprono allโalba e appassiscono in giornata. Il suo giardino era diventato cosรฌ famoso che Hideyoshi volle vederlo di persona. Rikyu lo invitรฒ per una cerimonia del tรจ allโalba e Hideyoshi arrivรฒ giร pregustando una distesa di fiori. Ma quando varcรฒ il cancello, si fermรฒ di colpo. Il giardino era spoglio.
Rikyu aveva reciso ogni singola ipomea. Non ne restava nemmeno una sullo stelo. Si puรฒ immaginare lโirritazione del signore piรน temuto del Giappone. Trattenendo la stizza, Hideyoshi entrรฒ nella piccola stanza del tรจ. Dentro era quasi buio. Una penombra raccolta in cui filtrava un solo raggio di luce. E in quel fascio di luce, sospeso in un vaso appeso alla parete, cโera unโunica ipomea. Una sola. Perfetta. Aperta in quellโistante. Rikyu aveva sacrificato tutti i fiori del giardino perchรฉ Hideyoshi potesse, finalmente, vederne davvero uno. Questa storia mi frulla da tempo nella testa e ogni volta che la rileggo, penso a quanto viviamo esattamente nel mondo opposto a quella stanza buia. Il nostro istinto, davanti a qualsiasi cosa, รจ aggiungere. Piรน cose, piรน opzioni, piรน impegni, piรน notifiche, piรน finestre aperte nella testa nello stesso momento. Crediamo che avere di piรน significhi vivere di piรน. E invece ci ritroviamo come Hideyoshi nel giardino pieno: circondati da mille fiori, e incapaci di vederne uno solo davvero. Quando tutto chiede la nostra attenzione insieme, finiamo per non darla a niente. Cento ipomee in un giardino diventano sfondo, rumore, abitudine. Passiamo e non le guardiamo nemmeno piรน. Una sola ipomea, nel silenzio e nella penombra, diventa un miracolo che non dimentichiamo per tutta la vita. Non perchรฉ quel fiore fosse piรน bello degli altri. Ma perchรฉ, finalmente, era lโunico che potevamo vedere. Cโรจ una cosa che Rikyu sapeva e che noi abbiamo dimenticato. Che il valore di una cosa si vede solo quando intorno facciamo il vuoto. Quel vuoto intorno allโunica ipomea non era una rinuncia. Era la cornice che la faceva risplendere. E lo stesso vale per noi. Rinunciare a cento cose per viverne una sola, per intero, non รจ impoverirsi. ร lโunico modo per assaporarla davvero. Per esempio nelle finanze, quante famiglie cercano di fare tutto insieme come risparmiare, investire, ridurre i debiti, costruire un fondo di emergenza, pianificare il futuro e tutto nello stesso momento, con la stessa energia, con la stessa urgenza? E il risultato รจ che non fanno nulla davvero bene. Perchรฉ lโattenzione รจ divisa, le risorse sono disperse e ogni obiettivo riceve solo una frazione di ciรฒ che meriterebbe. Rikyu avrebbe tagliato novantanove di quegli obiettivi. E avrebbe messo tutta la luce su uno solo. Anche con le persone, quanto spesso riempiamo le giornate di impegni, schermi, rumore e guardiamo chi amiamo come Hideyoshi guardava il giardino pieno? Senza vederli davvero: ci sono, ma non siamo presenti. Ascoltiamo, ma non sentiamo. Guardiamo, ma non vediamo. E basterebbe, ogni tanto, fare come Rikyu. Tagliare tutto il resto per unโora. Lasciare nella stanza una persona sola, una conversazione sola, un momento solo. La parte piรน difficile di questa storia non รจ capirla. ร applicarla. Perchรฉ togliere richiede un coraggio che aggiungere non richiede mai. Aggiungere รจ facile. ร rassicurante. Dร la sensazione di fare, di muoversi, di non perdere niente. Togliere fa paura perchรฉ sembra rinuncia, sembra perdita. Ma Rikyu non impoverรฌ il dono quando recise i fiori. Lo rese immenso. E forse questo รจ il messaggio piรน prezioso di tutta la storia. Non ci serve aggiungere altro alla nostra vita per sentirla piรน piena. Ci serve, semmai, il coraggio di tagliare i novantanove fiori di troppo. E finalmente guardare lโunico che conta. โ โ
7 consigli per imparare a togliere invece di aggiungere1. Identifichiamo il nostro unico fiorePrima di tutto, chiediamoci: se potessimo portare avanti una sola cosa nella nostra vita, sia essa finanziaria, personale o professionale, quale sarebbe? Quella รจ la nostra ipomea. Tutto il resto, almeno per un periodo, รจ rumore da ridurre. โ 2. Impariamo a dire no come atto di cura, non di chiusuraOgni volta che diciamo no a qualcosa che non รจ essenziale, stiamo dicendo sรฌ a qualcosa che lo รจ. Il no non รจ egoismo. ร la cornice che permette allโunica cosa importante di risplendere.
3. Concentriamo le nostre risorse finanziarie su un obiettivo alla voltaInvece di distribuire energie e denaro su dieci fronti contemporaneamente, scegliamo un obiettivo finanziario prioritario. Costruiamo prima la riserva di emergenza. Poi riduciamo il debito. Poi pianifichiamo il futuro. Un fiore alla volta, nel vuoto giusto intorno. โ 4. Creiamo spazi di silenzio nella giornataNon serve un ritiro spirituale. Basta unโora senza notifiche, senza schermi, senza rumore. In quel silenzio, quello che conta davvero torna a farsi sentire. Ed รจ quasi sempre diverso da quello che pensavamo mentre eravamo sommerso dal rumore.
5. Siamo presenti con una persona alla voltaLa prossima volta che siamo con qualcuno che amiamo, un figlio, il nostro partner, un amico, togliamo tutto il resto. Telefono giรน, schermo spento, testa lรฌ. Non per tutta la vita. Per unโora. E scopriamo cosa succede quando quella persona diventa lโunica ipomea nella stanza. โ 6. Valutiamo cosa possiamo eliminare prima di aggiungere qualcosa di nuovoPrima di iniziare un nuovo impegno, comprare qualcosa di nuovo, aggiungere un nuovo obiettivo, chiediamoci cosa possiamo togliere per fare spazio. Non cโรจ posto per lโessenziale finchรฉ il superfluo occupa tutta la stanza.
7. Ricordiamo che il vuoto non รจ mancanzaIl vuoto intorno allโipomea non era assenza. Era presenza amplificata. Impariamo a vedere il vuoto non come qualcosa da riempire, ma come lo spazio che permette a ciรฒ che conta di essere davvero visto, davvero sentito, davvero vissuto. โ ConclusioneRicapitolando ecco i consigli da seguire:
Ogni volta che ripenso a Rikyu e a quellโunica ipomea nella penombra, mi viene voglia di guardare la mia vita e chiedermi onestamente quanti fiori di troppo ci sono in giro. Quante cose, impegni, obiettivi, distrazioni occupano spazio senza meritarlo davvero. E quante cose che contano davvero, le persone, i momenti, le scelte che fanno la differenza, restano sullo sfondo perchรฉ intorno cโรจ troppo rumore per vederle. Rikyu non era un minimalista per moda ma qualcuno che aveva capito una veritร profonda sulla natura umana, che lโattenzione รจ fatta di sottrazione, che il valore si rivela nel vuoto e non nellโabbondanza, che per far vedere davvero una cosa a volte bisogna togliere tutte le altre. Forse non ci serve aggiungere altro ma solo il coraggio di Rikyu. I consigli dellโespertoUna delle mie maggiori fonti di ispirazione e apprendimento sono i libri. Per questo motivo, allโinterno dellโarticolo trovi parole evidenziate con diversi link a libri o prodotti che ti consiglio per approfondire ulteriormente lโargomento del giorno. Si tratta di testi autorevoli che trovo molto utili per migliorare le tue competenze e le tue conoscenze. In questa sezione ti elenco i libri consigliati:
Non dimenticare che puoi seguirci sulle nostre pagine social dove faremo contenuti inediti per i diversi canali (link sotto๐) Ci vediamo al prossimo numero. A presto, โ |

Commenti
Una risposta a “Per vedere davvero una cosa, togli tutto il resto.”
Bella davvero e fa riflettere tanto

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